giovedì 6 marzo 2014

Il mio rifugio

Non so proprio da dove cominciare... è che sto attraversando una brutta giornata governata dal malumore e dalla sfiducia, e mi sento persa, prosciugata, risucchiata, con nient'altro da offrire se non il mio cadavere scarnificato. E sogno inondazioni, sogno tempeste e muri d'acqua e dighe che collassano sotto la spinta di quell'infinito peso liquido. Io mi conosco, e so che certi sogni me li provoca la profonda insoddisfazione che ho di me stessa e della mia vita, so bene che quell'acqua è l'oceano infinito delle mie emozioni e dei miei sentimenti. Mi manca la calma, non ho più volontà, ho perso la fiducia e non riesco a vedere nessuna speranza. Sono distratta, con la testa vuota, con l'esofago teso come una corda... lo sento che tira mi strizza le viscere, mi torce lo stomaco. Sento un peso enorme sul cuore e una morsa tremenda che mi stringe la gola... tutta questa attesa... tutta questa dannatissima attesa... se ci penso mi vengono da piangere tutte le lacrime del mondo. E ho davvero voglia di lasciarle andare, di prosciugarmi il cuore da tutto questo veleno... e invece me lo trattengo in gola, lascio che mi corroda sfigurandomi terribilmente l'anima. Perché?
Perché per la prima volta amo davvero e non permetterò alla mia stupida debolezza di rovinare tutto. Però giuro che darei oro per essere rassicurata un pochino, per sentirmi dire "tu vali!" ... Lunedì mia sorella si laureerà. 23 anni. Io ne ho 25...
e
non ci sono
ancora
riuscita.

Il mio rifugio è fra la cenere, sul fondo del più inerte, grigio e freddo dimenticatoio. Scusatemi, scusatemi tutti.
  

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